La condizione essenziale per rendere sicura la circolazione dei ciclisti in città e, con essa, la sicurezza di tutti gli utenti, è quella di poter contare sul rispetto reciproco dei diversi soggetti: automobilisti, autisti, ciclisti e pedoni …

Una città i cui ciascun utente rispetta gli spazi altrui e non si comporta in modo tale da indurre pericolo o anche solo apprensione verso gli altri, è una città gentile.

Chiaramente la ‘gentilezza’ è tanto più importante ed essenziale quanto maggiore è la capacità ‘vulnerante’ dei diversi soggetti: un conducente di camion o di autobus lo dovrà essere assai di più che non un anziano a piedi…

La lunga stagione della motorizzazione e la diffusione dell’automobile in tutti i contesti urbani, ivi compresi quelli non progettati per la una sua presenza tanto massiccia, da una parte ha ristretto gli spazi disponibili per gli altri utenti e, dall’altra, ha portato il senso comune a ritenere come naturali e scontati comportamenti in realtà tutt’altro che gentili, tanto che la loro modifica comporta oggi dover intraprendere un percorso né semplice né immediato.

Da qui l’idea di una ‘carta’ condivisa da tutti gli attori –ovvero da loro rappresentanti autorevoli- che costituisca la base per rifondare una convivenza più sicura e civile tra gli utenti della strada.

La carta in sé non potrà dire nulla di nuovo rispetto a quanto già ampiamente detto o pensato: potrà tuttavia costituire un elemento importante di riferimento per le attività di comunicazione e formazione, con particolare riferimento ai luoghi educativi: gli istituti scolastici, le scuole guida, i corsi di addestramento presso del aziende del TPL, le linee di comunicazione dei Mobility Manager.

Alcune prime questioni

  • Cosa meglio caratterizza la città gentile?

  • Quali soggetti chiamare per la redazione della ‘carta’?

  • Con quali contenuti?

  • Quali forme di comunicazione e diffusione immaginare?

  • Quale il ruolo dei diversi soggetti?